L’annuncio di una possibile revisione del Padre Nostro, diffuso nei giorni scorsi da alcuniorgani di stampa, ha suscitato un vasto dibattito. A questo riguardo, in una nota che saràpubblicata sul prossimo numero del Sir, Gaspare Mura afferma che “le reazioni colpiscononon tanto per l’interesse dimostrato nei confronti di tematiche religiose quanto perché se nefa pretesto per notare, da destra e da sinistra, le contraddizioni inguaribili della Chiesa; e poio per divulgare surrettiziamente discutibili interpretazioni teologiche che si discostanopalesemente dalla fede comune della Chiesa oppure per testimoniare non le ragioni dellafede ma le ragioni della non credenza”.In particolare, Mura si riferisce ad un articolo di Eugenio Scalfari, direttore de “LaRepubblica”. In questo articolo, afferma Mura, “ciò che colpisce è proprio il basso livello dicultura biblica e teologica, purtroppo comune, per ataviche carenze educative e scolastiche,alla maggior parte dei nostri uomini di cultura, per i quali il fatto religioso non ha nessunavalenza culturale, ma ha tutt’al più un interesse estetico o politico. La logica che sorregge ilragionamento di Scalfari – secondo Mura – è la stessa che sorregge l’apologia del nichilismofatta da Nietzsche nel “Così parlò Zaratustra”, quando invita l’uomo ad attraversare impavidoil deserto della modernità, che è il deserto della morte di Dio, per divenire veramente uomo”.