Il presidente della Cei, proseguendo nella sua prolusione al Consiglio episcopalepermanente, si é augurato che nel dibattito politico prevalga “un nuovo slancio, una qualchechiarezza di prospettive e di nuovi motivi di fiducia, di impegno, di identificazione e diriconciliazione delle persone, delle famiglie, dei tanti corpi sociali con la realtà complessiva econ le istituzioni del nostro Paese”.Tale impegno, aggiunge il cardinale, é urgente e indispensabile perché, tra l’altro, diventasempre più grave è il rischio che il problema della disoccupazione “allarghi ulteriormente ledistanze tra le diverse aree geografiche e categorie sociali”. Anche l’immigrazione, haaggiunto il cardinale, esige “una normativa equa, lungimirante e praticabile”. In questasituazione, ha ribadito il presidente della Cei, la Chiesa “non deve coinvolgersi con alcunascelta di schieramento politico o di partito”, tuttavia non é da incoraggiare una “diasporaculturale dei cattolici” ma occorre che essi sappiano “riferirsi costantemente a ciò che édovuto all’uomo perché é uomo, quindi a principi di verità e a criteri morali oggettivi, e non aquel relativismo che si pretende alleato della democrazia, mentre è invece un suo insidiosonemico”. La Chiesa, ha concluso il card. Ruini, si impegnerà comunque a creare, per icristiani impegnati in politica, spazi di riflessione “in cui affrontare in termini operativi quellequestioni che hanno un legame irrinunciabile con i principi e i contenuti dell’antropologia edell’etica cristiana”.