Lo sostiene P. Jesus Castellano, teologo, liturgista e rettore della Pontificia FacoltàTeologica Teresianum, intervistato dal Sir sulla preparazione al Giubileo del 2000. “Oggi si richiama con ragione la necessità di un più spiccato senso del sacro; io parlereipiuttosto di una maggiore consapevolezza del senso di Dio, del celebrare all sua presenza, diaccogliere la sua parola e il dono della sua grazia”, ha detto P. Castellano, aggiungendo cheandrebbero “recuperati alcuni aspetti, corretti alcuni abusi, potenziato il nobile modo dicelebrare, la bellezza dei canti e dei riti, l’intensità della partecipazione teologale”.”Molti celebranti – ha aggiunto – improvvisano” e “molti canti liturgici andrebberoradicalmente esaminati ed eventualmente espunti dalla liturgia. I vescovi e le conferenzeepiscopali dovrebbero vegliare con più cura sui testi e sui canti liturgici e sul modo dicelebrare”. Tuttavia, riconosce P. Castellano, comporre dei testi liturgici “non è cosa facile eche si possa allegramente improvvisare”. Ci vuole “la sapienza di un teologo, lacontemplazione di un vero spirituale e la bellezza espressiva di un poeta”.