Longo Carminati (Università Cattolica) sull’esperienza di Dacia Maraini

“L’aborto è una sconfitta della donna, ma anche un fallimento dell’intera società”: cosìValeria Longo Carminati, direttrice del consultorio per la famiglia dell’Università Cattolica diRoma ha commentato in un’intervista al Sir le dichiarazioni della scrittrice Dacia Marainisull’aborto. “Mi trovo d’accordo su quanto detto dalla Marini circa il senso di vuoto, di perdita,causato dall’aborto – ha detto la Carminati -. L’esperienza e gli studi ci insegnano infatti chel’aborto è uno degli eventi psicologicamente più dolorosi per una donna, e solo moltoraramente non lascia una cicatrice, sia che si tratti di aborto volontario che spontaneo. Anzi,è considerato uno dei ‘lutti’ più difficili da superare, perché l’incontro di cui parla la Maraininon è mai avvenuto. Il bambino abortito è una persona desiderata, sognata, ancheavversata, ma che non si è mai potuta incontrare”.”Non condivido invece – ha proseguito – le considerazioni della Maraini sulle cause chespingono le donne all’aborto, cioè le istituzioni religiose, culturali e filosofiche dell’occidente.L’esperienza del consultorio ci insegna che non sono i divieti della Chiesa a indurre l’usodegli anticoncezionali, né le condizioni economiche disagiate, a spingere all’aborto, ma lamentalità corrente e l’atteggiamento dello Stato che non promuove il senso positivodell’avere figli, anche con opportuni aiuti ed incentivi. In questo senso, e non perconsiderazioni legate all’affermazione dell’autonomia della donna, l’aborto non è solo unasconfitta personale, ma dell’intera società”.