Questo il tema di un intervento che il prof. Francesco D’Agostino (docente universitario diFilosofia del Diritto e presidente del Comitato nazionale di Bioetica) ha svolto ieri a Roma,presso la Facoltà teologica S.Tommaso d’Aquino. La relazione, intitolata “Fede e culturanella nuova situazione multimediale. Speranze e prospettive” si inseriva nell’ambito delcorso multidisciplinare sui “nuovi areopaghi dell’evangelizzazione”, organizzato dallaPontificia Università S. Tommaso.La “multimedialità”, ha spiegato D’Agostino, è riuscita a “fondere” suoni, immagini, scritti,cioè “la dimensione visiva e quella auditiva”. In questo modo è riuscita a superare “ladicotomia” tra “primato dell’immagine”, radice greca della nostra società, e “dominio dellaparola”, eredità della cultura ebraica trasmessa dal cristianesimo. Tale conquista dellatecnologia contemporanea, ha notato D’Agostino, comporta dei rischi. Il principale è quello diridurre la “creatività” umana ad “atto ripetitivo e meccanico”, condizionato dagli strumentitecnologici. Per evitare questo rischio, ha suggerito D’Agostino, è necessario coltivare la”dimensione interiore”, affinché l’uomo impari a “guardare oltre” i semplici strumenti e arivolgersi ai fini.