Famiglie che non riescono più a sbarcare il lunario, aumento delle richieste di aiuti alvolontariato sociale, emigrazione dei lavoratori rimasti disoccupati verso il nord Italia: èquesta la realtà odierna della diocesi di Alghero-Bosa, così come viene descritta al Sir dalvescovo mons. Antonio Vacca. “Vari fattori concomitanti hanno fatto precipitare lasituazione: crisi dell’edilizia che ha prodotto il crollo dell’artigianato e del commercio, siccitàche ha danneggiato gravemente l’agricoltura, pesca ai minimi storici, turismo ridotto a tremesi di lavoro l’anno: il risultato – dice mons. Vacca – è che i disoccupati e iscritti alcollocamento sono ormai migliaia su una popolazione di 120 mila persone”. La situazione èpurtroppo anche di altre diocesi sarde, basti pensare alla zona mineraria del Sulcis dovemigliaia di lavoratori temono di perdere il posto. “La Conferenza Episcopale regionale sioccuperà di questo grave problema che investe tutta l’isola – aggiunge il vescovo – comepure se ne parlerà al Concilio Plenario Sardo. Nel frattempo ho chiesto agli amministratorilocali di sensibilizzare le autorità regionali competenti e dovremmo avere un incontro abreve. I lavoratori intanto si stanno organizzando ed è già sorto un comitato autogestito”.