“Usare la morte come strumento pubblicitario è aberrante”

usare la morte come strumento pubblicitario per un programma televisivo è una aberrazioneculturale che va combattuta in tutte le sedi in cui sia possibile farlo. Lo ha dichiarato oggiAndrea Piersanti, presidente dell’Ente Spettacolo, intervistato dal Sir in merito allatrasmissione di Cecchi Paone “Giorno per giorno”, nel corso della quale sarà mostrato unfilmato con la morte “in diretta” di un giovane torero, avvenuta poche settimane fa. “E’ unepisodio che bene rappresenta lo stato di malessere della televisione italiana – ha dettoPiersanti – . Non abbiamo visto il filmato e non sappiamo se le immagini siano o menorispettose della dignità della persona umana e soprattutto del grande mistero della morte.Sappiamo però, per averlo letto sui giornali, che l’argomento viene usato per fare pubblicitàal programma e invitare quindi gli spettatori a sintonizzarsi a quell’ora, le 18, su ‘Rete 4’.Scelte di questo tipo denotano la profondissima crisi di idee che caratterizza la vita della Tvitaliana e che si manifesta con una accresciuta disattenzione ai valori fondamentali”.”C’è da aggiungere – ha proseguito Piersanti – che il programma di Cecchi Paone proponeimmagini di questo tipo in una fascia oraria che tradizionalmente è riservata ad un pubblicoinfantile. Non crediamo che sia questo un buon modo di fare televisione, perché ci siallontana sempre più dalla concezione di servizio da rendere al telespettatore, sia che paghio che non paghi il canone. Non si può quindi che stigmatizzare autori e conduttori ditrasmissioni di questo tipo. La morte e la vita non sono da sfruttare a fini commerciali”.