Intersos protesta per la sua ingiustificata espulsione dal Ruanda

Nino Sergi, Segretario generale dell’organizzazione umanitariaIntersos, in una lettera inviata al Governo di Kigali, esprime “indignazione eprotesta per il modo in cui è stata presa la recente decisione del Ministero dellaRiabilitazione e dell’Integrazione Sociale ruandese di espellere Intersos ed altre37 organizzazioni umanitarie – tra cui Medici senza frontiere, Terre deshommes, Equilibre, Sos racisme – dal Ruanda.” Si tratta, secondo Sergi, di un”comportamento ingiusto, arrogante e ladresco” che ha condotto il Governo “aperdere, in un solo giorno, l’immagine positiva e la credibilità che aveva tentatodi guadagnare in questi anni”. Infatti, specifica Sergi, “non è stata data nessunaspiegazione sulle ragioni del provvedimento mentre il conto bancario di Intersosè stato immediatamente bloccato dalle autorità che hanno anche impedito diportare via dal Paese i beni appartenenti all’organizzazione. Alcune guardiehanno anche preteso la consegna dei mezzi di trasporto. Siamo venuto nelvostro Paese nel momento del bisogno – continua Sergi – ma il Governo ci trattaora con arroganza; voleva dimostrare autorità ma ha ottenuto l’effetto opposto”.Sergi, in una lettera indirizzata al Ministero degli Esteri, Susanna Agnelli, hachiesto “al Governo e al Parlamento italiani, così come alla CommissioneEuropea, di mostrare verso il Governo ruandese la severità necessaria e disospendere ogni forma di aiuto sinché non saranno fornite le spiegazioninecessarie e non saranno restituiti i beni delle organizzazioni espulse.”Intersos è arrivata in Ruanda nel giugno 1994 e, in questi mesi, 46 volontarisi sono succeduti nell’opera umanitaria.