Igino Giordani, tra politica, fede e morale

Igino Giordani agì “in un quadro incui “politica, morale e fede sono gradini distinti, con aree proprie, ma non isolabili l’unadall’altra”. Lo scrive Tommaso Sorgi, nella prefazione al volume su “Igino Giordani politica emorale”, edito da Città Nuova, che sarà presentato il 1° luglio a Roma, nel corso di unconvegno dedicato a questo scrittore, giornalista e politico.”Giordani – scrive nel libro Guido Gonella – intese la politica come un’espressione del costumemorale, non come una fonte di moralità come la intendono i sostenitori dello Stato etico macome una forma concreta di vita morale. In questo senso egli entrò nella politica, mentre nonamava certamente le clientele, le raccomandazioni, le ambizioni, le esibizioni”.”Per Giordani – afferma un’altra studiosa e coautrice del volume, Francesca Giordano – il verorischio è che la prassi clientelare finisca col ‘bruciare’ la democrazia. Portandoall’ingovernabilità”. In questo senso Giordani fu profeta inascoltato di quanto stava peraccadere in Italia. Il libro è composto da 26 capitoli scritti 23 ricercatori e studiosi. Al convegno,presieduto da Gabriele De Rosa ed organizzato dall’Istituto Sturzo, interverranno GiuseppeIgnesti, Andrea Riccardi e Francesco Margiotta Broglio.