Mons. Lehmann: continuare a sostenere le missioni tra gli emigrati

Mons. KarlLehmann, vescovo di Magonza e presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (Cet), èintervenuto oggi a Roma al convegno europeo delle missioni cattoliche italiane sul tema “Lanuova Europa: movimento di popoli, una sfida alla società ed alla Chiesa”, promosso dallaFondazione Cei-Migrantes. “Il nostro – ha detto il vescovo – potrebbe essere definito il secolodei ‘profughi’: si prevede infatti che entro il 2000 essi saranno un miliardo in tutto il pianeta. Sitratta di un problema complesso, che non si risolve solo con le leggi ma anche attraverso unabuona ‘dose’ di umanità”.Secondo mons. Lehmann, “in Europa, l’integrazione non si è ancora pienamente realizzata, nésul piano politico né su quello sociale o pastorale.” A questo riguardo, il vescovo ha parlato deilavoratori italiani in Germania. “Essi sono 570.000 – ha detto – e il 44% vive in Germania da piùdi 20 anni. Solo 3.800 giovani oriundi italiani frequentano l’Università; per gli altri, che purehanno optato per un avviamento al lavoro, il tasso di disoccupazione è di gran lunga superiorea quello generale del paese. A questi problemi di integrazione sociale deve dunque supplirel’integrazione pastorale. E’ importante essere accolti, trovare dei volti amici. Da quil’importanza delle missioni, vere ‘isole di accoglienza’ ed amicizia che mitigano le difficoltàlegate alla lontananza dal proprio Paese. L’integrazione non è ancora così avanzata da poterdiminuire l’impegno nelle missioni”.