Padre Bernard Przewozny, direttore del Centro francescano di studi ambientali (Cfsa) econsultore del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, commenta gli esiti della Conferenza delleNazioni Unite sugli insediamenti umani, terminata nei giorni scorsi. Padre Przewozny rileva”l’importanza di aver riconosciuto il diritto alla casa, così come ha sottolineato il Santo Padre”.Tuttavia, prosegue padre Przewozny, “il diritto alla casa non lo si garantisce rimanendo sedutidietro le scrivanie a pianificare interventi sulla carta. Bisogna invece scendere sul territorio epromuovere concretamente due condizioni essenziali al soddisfacimento del diritto alla casa”.Queste due condizioni, per il direttore del Cfsa sono “il lavoro per tutti e la creazione diinfrastrutture per la mobilità e per garantire agli alloggi tutti quei servizi indispensabili alla vita,vale a dire acqua, energia elettrica, assistenza sanitaria”. Quanto alle riserve poste dallaSanta Sede sulle parti del documento conclusivo della Conferenza dedicate alla pianificazionefamiliare, autodeterminazione della donna e “varie forme di famiglia”, secondo padrePrzewozny “non si poteva fare altrimenti perché, purtroppo, ci sono interessi e gruppi di Statiche, nel corso di queste Conferenze internazionali, impongono il proprio punto di vista senzalasciare emergere una posizione rispettosa del contributo di tutti”.