La Caritasitaliana ha chiesto di incontrare il nuovo ministro della difesa, Beniamino Andreatta, perridiscutere le condizioni di impiego degli obiettori (vitto e alloggio) e le modalità diassegnazione (precettazioni). Quanto al vitto e all’alloggio degli obiettori, la Caritas ritienenecessario incontrare Andreatta perché il ministero della difesa ha recentemente inviato unalettera a tutti i comuni d’Italia proponendo loro di ampliare il numero di obiettori in servizio civilepresso l’amministrazione comunale. Per questi obiettori, destinati ad aggiungersi a quelli già inservizio, i comuni non sarebbero tenuti a garantire il vitto e l’alloggio.”Il ministero della difesa si trova a dover far fronte ad un numero crescente di domande diobiezione – spiega Diego Cipriani, responsabile della Caritas italiana per il servizio civile -perciò cerca di affidare gli obiettori alle amministrazioni comunali sollevando queste dall’oneredel vitto e dell’alloggio. Ma in questo modo si verrebbe a creare una disparità di trattamentorispetto agli obiettori impiegati in tutti gli altri enti, che sono tenuti a garantire vitto e alloggio inbase alla legge”. Le domande di obiezione di coscienza sono state 28 mila nel 1993, 33 milanel 1994 e 45 mila nel 1995. “Con le attuali convenzioni – afferma il responsabile Caritas per ilservizio civile – il ministero è in grado di impiegare solo i 28 mila obiettori del ’93”.