Il Coordinamento frale associazioni cattoliche per la comunicazione (Copercom) aveva sollecitato il Garante per laradiodiffusione e l’editoria a controllare e sanzionare le emittenti che trasmettono programmiviolenti o pornografici, tali da danneggiare i minori. Il Garante, Giuseppe Santaniello, harisposto che le norme a disposizione sono troppo vaghe per poter intervenire in modo piùincisivo.Gianfranco Garancini, giornalista e docente all’Università di Milano, in una nota che saràpubblicata sul prossimo numero del Sir, commenta così la vicenda: “Nella sua autodifesa, ilGarante ci dice che la norma è di difficile attuazione; che per valutare il danno sullo sviluppo esulla psicologia dei minori delle scene di violenza occorre rifarsi al giudizio di un uomo dinormale equilibrio (e non, pertanto, riferirsi all’equilibrio dei minori), che il Garante deve essereimparziale, e quindi non rifarsi ad ‘aspirazioni ideali'”. In realtà, secondo Garancini, “non sitratta di riferirsi ad ‘aspirazioni ideali’ e a ‘giudizi di disvalore'”, piuttosto “si tratta di farriferimento a fatti: i fatti che la cronaca giornalmente ci scodella, e che giornalmente ci fannoriflettere sullo scollamento tra legge e realtà, anche a causa di una timida e talvolta ‘assente’applicazione della legge”.