San Salvario: il problema non è l’immigrazione ma l’illegalità

Sui problemiconnessi all’immigrazione, le istituzioni devono fare la loro parte e la Chiesa deve interrogarsisu come coniugare carità e legalità: è in sintesi quanto emerge da due interviste fatte dal Sir inmerito alla protesta del quartiere San Salvario a Torino, in questi giorni sulle prime pagine deigiornali. “Quello di San Salvario – afferma Marco Bonatti, vicedirettore della Voce del Popolo,settimanale cattolico di Torino – è più un problema di illegalità che non di ostilità nei confrontidell’immigrazione. Le proteste di questi giorni in realtà sono la conseguenza di una mancanzadi progetti da parte dell’amministrazione civica e dei poteri dello stato. Da parte sua, allaChiesa spetta il compito di indicare uno stile, che è quello dell’accoglienza reciproca e delrispetto delle regole per tutti. Comprese quelle sull’immigrazione. Su questo le comunitàcristiane che dicono che l’immigrazione va fatta ad oltranza e senza limite dovrebberoriflettere”.”I fatti di San Salvario sembrano ripetitivi – afferma p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio Cei perla pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi -, però questa volta il bersaglio direttodella rabbia popolare sembra essere la delinquenza, soprattutto quella legata allo spaccio didroga, che spadroneggia con spudorata disinvoltura e impunità; è giusto gridare contro chi hail dovere di ripristinare la legalità e l’ordine, ma questo non è un grido contro la categoria, già apiù titoli emarginata, degli immigrati”.