La scuola non è campo privilegiato per i risparmi delle finanze pubbliche

Loha detto la prof. Cesarina Checcacci, presidente nazionale dell’Uciim (Unione cattolica italianainsegnanti medi) in un’intervista al Sir sulla fine dell’anno scolastico e i problemi che per idocenti e le famiglie restano aperti. “Mi auguro – ha detto tra l’altro – che Parlamento eGoverno vogliano prendere sul serio la scuola, non considerandola più, come spesso è statofinora, un’appendice del ministero del Tesoro, cioè campo privilegiato dove operare risparmiper la finanza pubblica”. Secondo la Checcacci, infatti, vanno presi sul serio gli inviti di studiosied organismi internazionali che incoraggiano a “potenziare al massimo i sistemi scolasticiquale forma decisiva di investimento per il futuro”. Tra i problemi aperti ci sono quellidell’organizzazione delle attività di recupero in sostituzione degli esami di riparazione,l’aggiornamento dei docenti da potenziare sotto il profilo culturale e non solo tecnico-didattico,la semplificazione delle schede di valutazione senza soluzioni ad effetto, le riforme di cui siparla da anni. “Anche il modo con il quale si risponderà alla richiesta di federalismo – ha detto -avrà ripercussioni sulla scuola che è e deve rimanere un grande e unitario patrimonionazionale”. L’Uciim intende anche sostenere le rivendicazioni dei docenti di religione cattolicail cui stato giuridico è ancora incompleto.