Lo afferma l’AssociazioneGenitori un un articolo sull’ultimo numero di Age-Stampa in distribuzione in questi giorni. Daalcune ricerche riprese dall’associazione, risulta che in Italia il numero di ragazzi che dicono disubire violenze da coetanei nella scuola è in crescita e raggiunge a Firenze una percentualedel 46% mentre la popolazione scolastica conta in totale il 7% di ‘bulli’ ed il 9% di vittime.”La tipologia di questo fenomeno – sostiene l’AGe – va da botte a scherzi pesanti, da ingiurie epettegolezzi all’esclusione sistematica. Tutto ciò accade spesso in un silenzio che penalizzaulteriormente i più indifesi. Sono troppe le implicazioni di responsabilità ed appaiono difficoltosie complicati i rimedi, per cui si preferisce non andare oltre le confidenze che a volte siscambiano le mamme”. Tuttavia, gli effetti di queste violenze fisiche o psicologichesull’apprendimento scolastico “possono essere preoccupanti e possono provocare feriteinteriori non facilmente rimarginabili”. L’Age, rilevato che “i ‘Progetti Giovani’ e ‘Ragazzi 2.000’,studiati appositamente per promuovere la qualità della scuola non sembrano avere preso sulserio questi aspetti” chiede ai genitori di “non lasciare sole le famiglie il cui figlio è offeso, diresponsabilizzare i genitori del figlio ‘spaccone’ e di esigere dalle autorità interventi precisi perporre fine alle prevaricazionioni dei ‘bulli’ sui coetanei più deboli”.