Il calo delle vocazioni sacerdotali non e’ dovuto forse afamiglie e comunità rassegnate? E’ la domanda posta dal card. Silvano Piovanelli, arcivescovodi Firenze (diocesi con 865.000 abitanti), intervistato da “Radio Monte Serra”, in occasionedell’ordinazione, avvenuta ieri, di 6 sacerdoti. Due le ordinazioni previste per l’anno prossimo.”Avremmo bisogno di un maggior numero di preti – ha osservato il cardinale – non solo per lapastorale diocesana nelle sue molteplici articolazioni, ma anche per rispondere all’invitoinsistente che ci chiama a operare con le altre Chiese per l’annuncio del Vangelo. Non c’èancora quel risveglio che è il segno incontrovertibile di famiglie che vivono la fede e di unacomunità in cui la maggior parte degli uomini e delle donne guarda alla propria vita comerisposta ad una chiamata e non con rassegnazione”.Secondo il card. Piovanelli, “il significato della vocazione oggi è quello di sempre”, tuttavia “cisono tempi in cui è più difficile fare certe scelte. Così accade oggi per le vocazioni alsacerdozio ministeriale” che si trovano a confrontarsi con “la cultura secolaristica econsumistica, che ha inquinato la società, la stessa comunità cristiana e la famiglia”. Il veroproblema, ha aggiunto l’arcivescovo, “é di risvegliare una fedeltà cristiana fra i credenti, alloraspunteranno le vocazioni necessarie”.