“Quando sono costretto aleggere che un luminare del nostro giornalismo avalla la leggenda che il giubileo – il primo – fuun pretesto per rimpannucciare le finanze vaticane m’indigno”: così afferma mons. AndreaGemma, vescovo di Isernia-Venafro, in uno scritto dal titolo “Parliamo del giubileo” cheapparirà sulla rivista locale “Verso il futuro” di Forlì del Sannio. Mons. Gemma non è teneronemmeno con i detrattori di papa Celestino V, “in certo qual modo anticipatore del giubileo diBonifacio VIII, che si sarebbe preoccupato con la sua ‘perdonanza’ di venire incontro ai poveridando loro l’indulgenza senza oneri finanziarii”. In questo caso – dice il vescovo – “mi corruccioa morte, di fronte a tanta pacchiana ignoranza, non solo teologica, ma semplicemente storica”.La realtà circa i tanti che parlano a sproposito del giubileo è che dovrebbero farlo – dice mons.Gemma – “prima di tutto credendo in Dio”, in secondo luogo “credendo nella Chiesa di Gesù”,quindi “sapendo bene cos’è il peccato” e che cosa “l’indulgenza plenaria o parziale che laChiesa concede a chi è pentito per le sue colpe e se ne confessa al prete”. Tutto ciòpresuppone la conversione e l’adesione al Vangelo. “Soltanto dopo aver saputo tutto questo -conclude – e altro, e altro, si potrà disquisire sul giubileo”.