E’ quantoannuncia don Duilio Corgnali, direttore del settimanale diocesano di Udine, “La Vita Cattolica”,nell’editoriale dell’ultimo numero, dedicato alla celebrazione della Messa in dialetto. “Il friulano- ricorda don Corgnali – è riconosciuto dalla stessa Congregazione per i sacramenti e il cultodivino e collocato nel gruppo delle lingue reto-romancie. Di esso si dice che è in attesa diapprovazione da parte della Conferenza episcopale italiana, presso cui giace una richiestafatta dalla Conferenza episcopale triveneta. L’unica motivazione che si sa per certo di questaritardata approvazione è l’attesa, che pareva prossima, di una legge dello Stato italiano sulriconoscimento delle minoranze etnico-linguistiche in Italia”. Ma ora, ricorda il direttore de “LaVita Cattolica”, “lo Stato italiano ha approvato una legge regionale che dà pienoriconoscimento alla lingua friulana. Dunque è possibile, almeno per il friulano, procedereanche all’ultimo atto di un’approvazione formale della Cei”. Don Corgnali ricorda che”attualmente sono circa 350 le lingue ammesse dalla Chiesa cattolica all’uso liturgico, ma nelcorso di questi ultimi anni se ne vanno aggiungendo sempre di nuove”. In Italia, già da tempo”la Chiesa ha autorizzato l’uso liturgico di lingue diverse dall’italiano: sloveno, tedesco,francese, ladino, greco e albanese, catalano”.