Lo affermaLuca Jahier, presidente della Focsiv, commentando i dati del rapporto Onu su Paesi ricchi epoveri, resi noti nei giorni scorsi. “Il Rapporto – afferma Jahier – mette il dito nella piaga: esisteuna crescita esponenziale del divario tra ricchi e poveri, anche se c’è chi continua a negarlo”. Ilfatto che, secondo il Rapporto, i 385 uomini più ricchi potrebbero ‘comprare’ metà dellapopolazione mondiale, deve, secondo Jahier, “stimolare ad una riflessione sul meccanismogeneratore di questi effetti perversi: non si tratta di una lotta al capitalismo o alle persone chelo rappresentano ma ai meccanismi che producono le disuguaglianze”.Jahier non è d’accordo con chi afferma che questa ricchezza non si è, in tutto o in parte,prodotta sulla pelle dei poveri. “Secondo la Banca Mondiale, dal 1983 il flusso di trasferimentodi risorse dal Nord al Sud si è globalmente invertito, a causa dei pagamenti di pesanti interessisul debito, producendo un saldo negativo, del tutto sfavorevole al Sud. Non è vero – continuaJahier – che manchino idee nuove per cercare di risolvere la situazione. Lo stesso Rapportopropone di puntare allo sviluppo del ‘capitale umano'”. Jahier elenca una serie di urgenze: “lacancellazione del debito, l’accesso al mercato dei Paesi ricchi per i prodotti dei Paesi poveri,l’eliminazione delle barriere tariffarie e commerciali, il ripristino degli aiuti allo sviluppo destinatiad assistenza tecnica. Si calcola che nei prossimi 20 anni, ci saranno 700-800 milioni didisoccupati provenienti dal Sud del mondo. Non si può più attendere per dare una risposta aquesti problemi”.