Beni culturali ecclesiastici: “Illustri infermi che non stanno però troppo male”

Lo ha detto al Sir mons. Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturaliecclesiastici, intervenuto oggi a Roma alla conferenza stampa di presentazione del librobianco su “I beni culturali ecclesiastici: punti critici, responsabilità, risposte” a cura del TouringClub Italiano. “I beni culturali ecclesiastici sono per definizione degli ‘illustri infermi’: data la loroetà, anche quando sono in buone condizioni sono sempre a rischio – ha aggiunto mons. Santi.”Il nostro patrimonio culturale è particolarmente esteso, ma è stato sinora discretamentecurato sia dallo Stato che dalla Chiesa”. Restano aperte, però, alcune “questioni urgenti”come la “conoscenza quantitativa e qualitativa di questo patrimonio: in Italia manca ancora uncensimento completo degli edifici e delle opere presenti in essi. La seconda questione è quelladella sicurezza da ogni tipo di aggressione: inquinamento acustico, atmosferico, furti. Per farefronte a tutto ciò, occorrono politiche concertate nel settore ambientale, urbanistico e dellasorveglianza.” E’ per questo che mons. Santi giudica positivamente la bozza di intesa traMinistero per i beni culturali e Cei attualmente in discussione. “Il patrimonio artistico italiano ètale da richiedere cure continue, possibili solo in presenza di una collaborazione tra tutte leforze sul campo. Uno strumento come l’intesa, che facilita la collaborazione, potrebbe dunqueessere straordinariamente utile”.