Mons.Comastri: le opere del Giubileo non sono strade, alberghi, ferrovie.. (1)

Mons. Angelo Comastri, vescovo emerito di Massa Marittima-Piombino e Presidente delComitato Nazionale per il Grande Giubileo dell’Anno 2000, in una dichiarazione rilasciata al Sirrileva: “In occasione di grandi momenti o di straordinari appuntamenti della storia, quasiistintivamente, in alcuni scatta un meccanismo di eccessiva speranza che vorrebbe, perl’occasione, veder risolti tutti i problemi accumulati in secoli di storia: la cosa evidentementenon è possibile!”. Mentre in altri, “scatta un meccanismo di eccessiva paura che fa attribuiretutti i mali di secoli e secoli… all’ultimo anno di storia: tale atteggiamento è anch’esoevidentemente esagerato”. Il vescovo cita l’esempio di Roma, che “ormai da decenni, habisogno di una riorganizzazione del traffico e di un adeguamento di alcune sue strade alleesigenze di una grande metropoli. Tale problema è vecchio ed è indipendente dal Giubileo;tuttavia, il Giubileo lo fa emergere e, allora, le opere previste per l’occasione vengonochiamate ‘opere del Giubileo’ usando un’espressione assolutamente impropria.” Queste,secondo mons. Comastri, “sono opere di cui Roma ha bisogno da tanto tempo: si faccia o nonsi faccia il Giubileo”. Esso costringe perciò “a prendere coscienza dei limiti e dei ritardi e diataviche pigrizie: in questo senso…. può essere scomodo, ma salutare”. (segue)