Il Presidente dell’Unione cattolicastampa italiana (Ucsi), Paolo Scandaletti, è intervenuto ieri a Viterbo a conclusione delconvegno su “Media, coscienza, democrazia: per un’etica della comunicazione”, organizzatodall’Ucsi-Lazio. Scandaletti ha enumerato le quattro “tentazioni” ricorrenti nell’esercizio dellaprofessione giornalistica: “Il pressappochismo, il protagonismo, il pregiudizio e il limitarsi apresentare il ‘negativo’, cancellando il bene”. Per resistere a queste tentazioni, Scandalettisuggerisce di “riflettere sulla cultura della professione” perché il “mestiere” del giornalista “hasempre più bisogno di aggiornamento, di regole, di stile”.Il Presidente dell’Ucsi ha ricordato la vicenda di Foligno: “La notizia della giovane moglie delfiglio di un imprenditore, fuggita con il suocero, della quale ha parlato persino il telegiornale”.Una volta scoperto che si trattava di un’invenzione, “nessuno si è preoccupato di smentireufficialmente la notizia diffusa in precedenza. – ha ricordato Scandaletti – Il lettore el’ascoltatore non hanno avuto il diritto di sapere che ciò che era stato detto loro non era vero”.E’ necessario perciò, secondo Scandaletti, “un nuovo patto tra giornalisti e lettori, nellaconsapevolezza che il giornalismo non è infallibile e anche il giornale può sbagliare, mal’importante è che si corregga e dialoghi con i lettori”.