IlPresidente emerito della Corte costituzionale, Francesco Paolo Casavola, interviene oggi aViterbo alla tavola rotonda su “Media, coscienza, democrazia: per un’etica dellacomunicazione” organizzata dalla sezione Lazio dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi).Secondo Casavola, “la forza suggestiva del messaggio mediatico può rovesciarel’informazione in propaganda e ridurre il circuito comunicativo alla sola funzione dellacaptazione del consenso. Ecco perché il possesso dei mass media concentrato nelle mani dipochi può rendere un sistema democratico del tutto fittizio”.Di conseguenza, sostiene Casavola, “garantire il pluralismo democratico è ormai il primodovere costituzionale negli Stati liberali, con misure antitrust che impediscano la formazione dimonopoli o oligopoli di imprese di mass media, ma anche con assetti istituzionali cheaumentino i freni e i contrappesi nella struttura del potere pubblico”. Ai cittadini va riconosciutoil diritto ad “esigere lealtà e correttezza dell’informazione nel rispetto della dignità umana enella giusta misura di libertà per i grandi poteri privati”. Tuttavia, rileva il giurista, le norme nonbastano: “Occorre che un’etica pubblica soccorra le regole istituzionali e i comportamenti deigiornalisti e dei cittadini”. Di qui la proposta di istituire un “Comitato nazionale di media etica”,lanciata dall’Ucsi Lazio.