E’ il commento del Sir alleparole del Papa alla Veglia di Pentecoste celebrata in Piazza San Pietro sabato scorso, unincontro di preghiera che ha aperto a Roma la “grande missione cittadina”.”Siamo nell’epoca della frammentazione, Saper parlare ai vari frammenti che oggicaratterizzano la società – si legge nella nota – significa sapere parlare lingue diverse, ma conun solo e coerente riferimento. E’ questo oggi l’impegno cruciale per la Chiesa e in concretoper tutti i cattolici. E’ la sfida dell’evangelizzazione, ma é anche, su un piano che investe piùdecisamente l’autonomia dei laici, é l’urgenza di nuove forme di presenza e di proposta nellasocietà e nella politica oggi. Come fare corpo e nello stesso tempo essere lievito in ognisituazione? E’ la grande sfida per il mondo cattolico in questa Italia in transizione. Spronandocon instancabile ardore la sua diocesi alla missione, responsabilizzando in prima persona tuttii cattolici in ogni ambiente e stato di vita, il Papa ha dato ancora una volta un’indicazione fortee precisa: una presenza missionaria nel segno della Pentecoste.”In particolare, conclude la nota, “non é certo un cristianesimo annacquato ma presente ,propositivo quello che Giovanni Paolo II ha chiesto con speciale insistenza e fifucia allaChiesa italiana”.