P. Hussar, “un artigiano di pace”

“Padre Hussar non fu un pacifista ma unartigiano di pace”, ha detto Bruno Segre, del centro di documentazione ebraicacontemporanea di Milano, intervenendo ad una tavola rotonda sulla figura di padre BrunoHussar, organizzata ieri a Roma dalla commissione diocesana per l’ecumenismo ed il dialogointerreligioso. “Il modo migliore per ricordare p. Hussar – ha proseguito Segre – è presentare ilfrutto più significativo della sua vita: il villaggio Nevè Shalom, cioè Oasi di pace per i popoli inIsraele. Al suo interno vivono insieme ebrei, cattolici, musulmani, di etnia araba ed israeliana.Esso rappresenta un modello di come sia possibile oggi lavorare dal basso per costruire lapace in Medio Oriente”. All’incontro ha partecipato anche Anne Le Meigne, cofondatrice delvillaggio. Oggi, ha ricordato Le Meigne, esso “ospita 140 persone, in assoluta parità numericafra arabi ed israeliani, perché non ci possa essere una maggioranza ed una minoranza. Il suosistema scolastico ed educativo è bilingue e biculturale fin dall’asilo. Inoltre, il villaggio ospitaanche una ‘Scuola per la pace’, che propone a giovani arabi ed israeliani dell’ultimo anno dellascuola superiore una settimana di convivenza. Più di 20.000 giovani hanno già fatto questaesperienza che rappresenta un reale passo avanti verso la pace e la convivenza pacifica inIsraele”.