Monticone: “Il vagabondaggio, ieri come oggi”

“Il vagabondaggio presenta caratteristiche costanti attraverso i secoli”. Lo ha detto ilprof. Alberto Monticone, della Libera Università Maria SS. Assunta (Lumsa), svolgendo ieri a Roma una conferenza sul tema “Vagabondi e mendicantinella Roma secentesca”, nel quadro di una serie di incontri sul vagabondaggio, in corso a Roma sino al 27 maggio. “Anche nel passato – ha spiegatoMonticone – i barboni vivevano sotto i ponti o nelle vicinanze dei porti. Le stesse reazioni delle autorità nei loro confronti non sono cambiate. Nel ‘600,si forniva ospitalità per un massimo di tre giorni negli ospedali. Oggi, molto spesso, nei ricoveri della Caritas si può soggiornare per un breve periodo ditempo, in genere una settimana, per poi ritornare sulle strade”.Monticone ha però rilevato anche come il vagabondaggio rappresenti oggi “in un certo qual modo una ‘scelta’, più che in passato. Nel ‘600, essoscaturiva da fatti eccezionali, come la morte del capo famiglia, una malattia improvvisa, la perdita del lavoro o una pestilenza. L’Europa di oggi, invece,genera povertà, legate soprattutto al mercato del lavoro. Adesso, perciò, si diventa barboni compiendo una ‘scelta’ che è insieme passiva e attiva,perché rapppresenta anche un rifiuto del mondo circostante: il vagabondaggio è disperazione ma anche ricerca di libertà”. In Italia vi sono tra i 60.000ed i 120.000 senza fissa dimora, di cui circa 3.000 solo a Roma.