Don Cusinato: “Non ci sarà una ‘Chiesa padana’”.

“Non ci sarà una ‘Chiesa padana’”. Lo ha detto al Sir don Lino Cusinato, parroco a Castelfranco Veneto (Treviso), giàdirettore del settimanale diocesano “La Vita del Popolo” e studioso della storia e dei costumi dei popoli del Triveneto, intervenendo nel dibattito”Cattolici – Lega”. “Le Chiese italiane – afferma don Cusinato – nel cammino post-conciliare, hanno tracciato solchi profondi di comunione e di dialogo.La nuova evangelizzazione guarda all’unità nazionale come a un gran patrimonio di umanità da promuovere, e guarda alle riforme istituzionali come aldiritto comune cui affidare i valori irrinunciabili di libertà, di giustizia e di solidarietà.””Ammettiamo che gran parte dei voti leghisti provengano da voti cattolici – aggiunge don Cusimato – ma il voto cattolico-democristiano percinquant’anni è stato vincolato all’ipoteca ideologica dell’anticomunismo. Rapido il crollo di quell’ipoteca. Vertiginoso anche lo smantellamento dellaclasse politica corrotta. Ma l’elettorato popolare ha ritmi più lenti. Molti cattolici hanno tuttora difficoltà a votare a sinistra e altrettante a votare a destra.Nel frattempo prende forma un’altra ipotesi, quella “istituzionale”, di cui la Lega si è fatta portabandiera col federalismo. La storia del processo in atto -conclude don Cusinato – attribuirà alla Lega il merito di protesta e di provocazione che le spetta, ma il frutto di civiltà – se ci sarà – non sarà leghista.Sarà di tutti gli italiani sinceramente democratici. I cattolici del Nord e del Sud, operando nei due schieramenti, non potranno essere in seconda fila: piùliberi dal potere, più creativi nel coniugare i valori ai programmi e alle istituzioni”.