Don Ciotti: “No ai braccialetti elettronici per i tossicodipendenti”

“No ai braccialetti elettronici per i tossicodipendenti”. Lo ha detto oggi al Sir, don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, inrelazione alla proposta di scarcerare circa 13.000 tossicodipendenti applicando loro un ‘braccialetto elettronico’ che permetta di controllare i lorospostamenti. “E’ strano che una società che sembra avere perso la fede – afferma don Ciotti – cerchi sempre di risolvere i problemi con i ‘miracoli’.Questo è particolarmente vero per quanto riguarda la tossicodipendenza: prima e per molti anni si è guardato alla comunità terapeutica come unabacchetta magica. Ora, di fronte al sovraffollamento carcerario, esce questa proposta”.Secondo don Ciotti, “serve piuttosto una responsabilità nuova e coerente nelle politiche sociali, nella promozione di opportunità, non invenzioni ostratagemmi per delegare sempre a qualcun altro”. “Molti tossicodipendenti – osserva don Ciotti – non hanno più una casa” e dunque hanno bisogno”di accoglienza, di relazioni umane, di sostegno psicologico e terapeutico, non di essere consegnati a nuove solitudini. Hanno bisogno di liberarsidall”etichetta’ e dalla condizione di emarginati, non di vedersi aggiunto un nuovo e visibile marchio che ridurrebbe ulteriormente la loro dignità. Sonodunque ben altre – conclude don Ciotti – le strade da percorrere, strade che mettano al centro l’uomo, anche quando ha sbagliato, che lo aiutano arisollevarsi, senza indulgenza ma anche senza ipocrisia”.