Card. Biffi: “Tra ragione e fede c’e’ una radicale affinità”

“Tra ragione e fede c’e’ una radicale affinità”. Lo afferma il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, che interviene oggial convegno diocesano, promosso dalla Consulta per la pastorale universitaria, sul tema “Testimoni del Vangelo nella università e nella città”. Secondoil card. Biffi, “la ragione è facoltà conoscitiva che possiede una sua validità indipendentemente dalle condizioni esistenziali del soggetto – sia che credasia che non creda. Essa ha proprie leggi, cui nessuno può derogare” ed “è in grado di raggiungere, come suo oggetto più alto, l’essere come tale intutte le sue implicazioni.” “La ragione – osserva il card. Biffi – entra come elemento costitutivo indispensabile dell’atto di fede. L’uomo è stato di fattoprevisto e voluto in Cristo redentore e tutte le cose esistono di fatto entro un disegno di redenzione. Pertanto se la ragione positivamente si chiude allaluce del Verbo, si autoriduce in una condizione di insufficienza ed inadeguatezza rispetto alla realtà di fatto esistente, che è collocata entro un ordine econ una finalità soprannaturale”. “Non c’è quindi mai contrasto tra fede e ragione – conclude il card. Biffi – perché né la fede può esistere senza laragione né la ragione può svilupparsi fino a diventare conoscenza adeguata della realtà di fatto esistente senza aprirsi alla luce della rivelazione divinae all’interiore illuminazione della grazia.” Al convegno intervengono, tra gli altri, Fabio Roversi Monaco, rettore dell’Università di Bologna ed il card.Achille Silvestrini, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.