Il dato emerge da un’indagine che l’Osservatorio di Milanoha condotto in 10 grandi città italiane (Milano, Genova, Torino, Venezia, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo) per verificare sul campo gliesiti del decreto Dini sull’immigrazione. Dalla ricerca infatti risulta che le domande presentate alle questure sono 139.304 e i permessi di soggiornorilasciati 36.486, appena il 26% del totale. Emerge inoltre che Firenze è la città con la percentuale più bassa di rilasci e Bologna con quella più alta.Secondo gli esperti, due sono i nodi che si incontrano durante il percorso: il pagamento dei contributi e l’iter burocratico del controllo. Dalla ricercarisultano 78.547 lavoratori “con comunicazioni di assunzione”, quelli cioè che hanno pagato regolarmente i contributi e circa 40 mila le richieste ancoraall’esame delle questure. Il decreto Dini inoltre si è rivolto al 75% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato, determinato o part-time, escludendo ilrestante 25% degli immigrati occupati in lavori saltuari, precari, stagionali e autonomo. Per questo, l’Osservatorio di Milano insieme con la Caritas diRoma chiedono al nuovo goveno di “risolvere il problema degli esclusi” e di adottare forme di snellimento nelle procedure dei permessi.