Vescovi siciliani: una Sicilia forte ma unita al nord ed al centro Italia

Un fermo no ad una “politica meridionalista” e un invito aconsiderare un terzo polo geografico che abbia la Sicilia al centro sono, tra le altre, due indicazioni dei vescovi siciliani nel documento presentato oggia Palermo nel 50° anniversario dell’approvazione dello statuto della Regione Siciliana. Da un punto di vista socio-economico la Conferenza episcopalesiciliana (Cesi) esprime una “severa ed inequivocabile condanna sulla ‘politica meridionalista’, causa principale di uno sviluppo incompiuto, distorto,dipendente e frammentato”, che ha prodotto “conseguenze nefaste sul piano dell’occupazione con tassi assolutamente insopportabili e disumani”. Peruscire da questa crisi “occorre esaltare il ruolo centrale che la Sicilia può svolgere nel Mediterraneo grazie alla sua posizione geografica”. IlMediterraneo, scrive infatti la Cesi, costituisce “una frontiera di espansione. Questo per la Sicilia può divenire il campo operativo per sperimentareforme di cooperazione”. “La ‘nuova centralità’ per la Sicilia – si legge nel documento – deve essere però una scelta del Paese, che dovrà rendersiconto di come tutto il sistema Italia ha implicito un grande ruolo ‘euro-mediterraneo per il quale la sua attuale struttura bipolare (centralità padana ecentralità romana) va integrata con la centralità mediterranea del ‘polo Sicilia’”.