Ruini: la Chiesa vuole contribuire al progresso e alla riconciliazione del Paese

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana,card. Camillo Ruini, incontrando i giornalisti al termine della Assemblea generale dei Vescovi italiani, oggi a Roma, ha ribadito che “la Chiesa non puòrinunciare a collaborare con lo Stato per il bene del Paese. Questo è un ruolo ‘originario’ che la Chiesa ritiene di avere per sua natura e che le vienericonosciuto anche dal Concordato”. Il contributo che la Chiesa può offrire per il bene del Paese, ha proseguito il cardinale, “non ha solo validitàsoggettiva per i credenti, ma ha anche una validità ‘oggettiva’, che corrisponde al bene della società e dell’uomo”.”La linea di fondo di questo contributo – ha spiegato il Presidente della Cei – è legata alla concezione della persona umana e della sua dignità. Ma,poiché la persona è un essere in relazione, anche giustizia, libertà e solidarietà sono valori che ci premono e che vorremmo vedere correttamentetradotti nella dialettica democratica”. Lavoro, famiglia, scuola libera, sono le questioni concrete su cui si misurerà, secondo il cardinale, il grado diattuazione di quei valori. Quanto all’unità del Paese, Ruini ha ricordato che “la religione cattolica è fattore di unità per il Paese e la Chiesa stessaintende porsi quale fattore di unità e di riconciliazione”.Infine la questione della partecipazione dei cattolici in politica: il cardinale, ancora una volta, si è rivolto ai “cattolici che operano nei diversischieramenti politici” invitandoli a “trovare punti di incontro”. Tale invito, ha però precisato Ruini, “non sottintende alcuna ipotesi di progetto politicodella Chiesa italiana”.