Card. Poupard: “Occorre ricordare i martiri di tutte le confessioni cristiane separate, poichè essi sono già insieme in cielo, dove hannoraggiunto Cristo per il quale hanno dato la loro vita”. E’ l’auspicio espresso dal card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura,riferendosi al Martirologio della Chiesa del Duemila. Il card. Poupard interverrà il 10 maggio a Vannes, in Francia, alla conferenza di chiusura dellemanifestazioni per il Bicentenario dei Martiri della Rivoluzione Francese. “Questi martiri – osserva il cardinale – hanno dato la loro vita, come tutti imartiri, per amore di Cristo. I cristiani, oggi, onorando i martiri della Rivoluzione Francese, affermano la propria fede nel Cristo. Come gli apostoli, essisono pronti a confessare Cristo, costi quel che costi, come dimostrano ancora i martiri di oggi: 25 ogni anno nel mondo, senza dimenticare i 178sacerdoti africani uccisi in questi ultimi 40 anni, né i 200.000 tra vescovi, preti, religiose e religiosi ortodossi fucilati, impiccati, crocefissi o morti a causadel grande freddo in Siberia per la loro fede, durante le persecuzioni dei sovietici”.La diocesi di Vannes commemora il Beato Pierre Renè Rogue e 66 altri sacerdoti vittime della Rivoluzione: 23 ghigliottinati, 23 assassinati, 20 mortideportati.