In occasione del processo ad Erich Priebke, aperto oggi dinanzi altribunale militare di Roma, lo storico Francesco Malgeri, docente all’Università di Roma “La Sapienza”, afferma che tale processo rappresenta “un utilemonito a tutte le coscienze”. A cinquant’anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, rileva lo storico, “i sentimenti dell’opinione pubblica sono meno intensi,perché molte ferite possono sembrare rimarginate”. Perciò “tornare a ricordare quei fatti e non metterli nel dimenticatoio può risultare utile per tuttal’umanità perché contribuisce a tenere deste le coscienze”.Dal punto di vista storico, secondo Malgeri, il processo Priebke difficilmente aggiungerà elementi di rilievo alla conoscenza degli avvenimenti di quelperiodo: “Le testimonianze potranno chiarire dettagli – afferma Malgeri – ma il quadro storico generale non dovrebbe subire sostanziali modificazionirispetto a quanto è già noto e storicamente acquisito”. Sulla responsabilità degli ufficiali per le torture a Via Tasso e per la strage delle FosseArdeatine, Malgeri non ha dubbi: “Certe scelte sono state fatte sulla base di ordini superiori, ma violando norme giuridiche internazionali chestabiliscono i comportamenti militari in tempo di guerra”.