Mons. Sgreccia: lo “sviluppo sostenibile” non è sempre “eticamente accettabile”

Mons. Elio Sgreccia, direttore dell’Istituto di Bioeticadell’Università Cattolica, è intervenuto oggi a Roma al convegno sul “50° anniversario delle Nazioni Unite e il contributo italiano alla realizzazione della’Carta della Terra’”, organizzato dall’Accademia nazionale delle Scienze in collaborazione con il Centro francescano di studi ambientali (Cfsa). Mons.Sgreccia ha parlato di una “esigenza morale alla tutela delle risorse ambientali” che va armonizzata con l’esigenza della “universalità dello sviluppo”.Tuttavia, ha rilevato mons. Sgreccia, “la nozione di sviluppo sostenibile e la nozione di sviluppo eticamente accettabile non coincidono, ma debbonorendersi complementari”.”Sostenibile” è lo sviluppo che rispetta le risorse naturali e le conserva per le future generazioni. “Eticamente accettabile” è lo sviluppo che rispetta la”dignità” umana e le “condizioni elementari” per la crescita e la realizzazione della persona. La prima fra queste “condizioni” è la difesa del “diritto allavita”. Per la Chiesa cattolica, ha detto mons. Sgreccia, “non è vero sviluppo quello che non si fonda sul rispetto del diritto alla vita fin dalconcepimento”. Di conseguenza, ha ricordato il vescovo, imponendo il controllo demografico non si persegue il “vero sviluppo” dell’uomo.