Sorgi e Scandaletti su “Giornata mondiale della libertà di stampa”

Oggi si celebra in tutto il mondo la “Giornata mondiale della libertà di stampa”.Secondo i dati diffusi dall’associazione internazionale “Reporters sans frontières”, solo nel 1995 i giornalisti privati della libertà sono stati 386. 102 diloro sono ancora in carcere, 25 sono sotto inchiesta. I giornalisti uccisi nel 1995 sono stati 49. Quella del giornalista resta dunque una “professione arischio”: “A questi colleghi, vittime della violenza e di regimi oppressivi, va tutta la mia solidarietà. – ha dichiarato al Sir mons. Claudio Sorgi, giornalistae opinionista – Ma non dimentichiamo che anche noi siamo complici dei sistemi che limitano o violano la libertà di espressione quando, ad esempio,lasciamo le fonti dell’informazione sui Paesi del Sud del mondo o sulle zone di guerra in mano alle grandi agenzie internazionali che monopolizzano lenotizie”. E’ necessario invece “difendere e promuovere tutta quella stampa che è a diretto contatto con quelle realtà, ad esempio la stampa missionariaper ciò che riguarda l’Asia e l’Africa”. Anche Paolo Scandaletti, presidente dell’Unione stampa cattolica italiana (Ucsi), ricorda che “c’è unaresponsabilità, soprattutto degli organi di informazione più accreditati, che hanno il compito di illustrare ai lettori le difficili condizioni nelle quali simuove tuttora la professione giornalistica in molte parti del mondo. Responsabilità condivisa con gli organismi professionali e le stesse libereassociazioni, quali l’Ucsi”.