Lo sostiene il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogointerreligioso, intervenuto oggi, a Roma, ad un incontro sul dialogo islamo-cristiano promossodalla Pontificia Università Urbaniana e dal Pontificio Consiglio stesso. Il cardinale ha giudicatoquesti fatti “tristissimi e dolorosissimi”, ma ha anche sottolineato che “non si tratta di religionema di terrorismo” in quanto “nessuna religione insegna ad uccidere gli altri. Un buonmusulmano, che prega ed agisce in conformità al Corano, di certo non usa la violenza”.Sull’episodio è intervenuta anche Suor Giuseppina Cavasino, delle suore missionarie di NostraSignora d’Africa, che ha operato per 42 anni in Algeria e Tunisia. Secondo la suora,”l’inasprimento del fondamentalismo cui si è assistito in questi ultimi anni è dovuto a ragionipolitiche, culturali ed ideologiche ma non ha niente a che vedere con i veri musulmani o conl’Islam”. il contatto con il vero Islam, ha aggiunto, “ha addirittura rafforzato la mia fede e resopiù convinta la mia identità cristiana. Dunque, il dialogo interreligioso, se ben impostato, èutile, specie se fatto non tanto e non solo di parole, ma soprattutto di tutto ciò che viene dalcuore”.