In vista dell’apertura della Conferenza intergovernativa dell’Unione europea, domani a Torino,il Consiglio episcopale permanente della Cei, riunito a Roma, ha diffuso il seguentemessaggio: “Da quasi cinquant’anni l’Europa rappresenta un orizzonte di stabilità, di pace, didemocrazia e di sviluppo economico per nazioni che uscivano da una devastante esperienzabellica. Decisiva in questo cammino è stata l’opera lungimirante di statisti che seppero esserecristiani coerenti e governanti illuminati. Oggi una difficile situazione economica e sociale, cheinteressa tutti i Paesi europei, e i cambiamenti negli equilibri mondiali pongono nuove sfide enuovi problemi. I governi, i cittadini, tutte le forze vive dell’Europa sono sollecitati a darerisposte chiare e positive, che risulteranno tanto più efficaci quanto più saranno coerenti conuna storia di civiltà radicata nella comune matrice cristiana, fondamento delle diverse cultureche fanno la ricchezza di questo Continente. In questo spirito porgiamo il nostro saluto airappresentanti dei governi nazionali e delle istituzioni europee convenuti a Torino per unanuova tappa del processo di costruzione europea. Chiediamo loro che, nello sforzo dicomposizione delle diverse istanze politiche, economiche e sociali, si punti anzitutto a dar vitaall”Europa dei popoli’ e quindi si disegni un percorso istituzionale che sia veramente al serviziodella persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri, rispettoso del ‘principio di sussidiarietà’, delleesigenze fondamentali di libertà e di giustizia, aperto a tutte le nazioni d’Europa. Siamoconvinti che ogni duratura scelta istituzionale ed ogni sostenibile scelta economica poggianosu un tessuto etico e culturale sano e vitale. La Chiesa Cattolica in Italia, come in ogni parted’Europa, attraverso la sua specifica missione di evangelizzazione, è impegnata a dare tutto ilproprio contributo all’opera di rinnovamento spirituale dei popoli eur opei. Auspichiamo che lacostituzione dell’Unione europea possa concorrere con efficacia a costruire solidarietà esperanza per tutti i popoli, in quella prospettiva della ‘famiglia delle nazioni’ che Giovanni PaoloII ha proposto con appassionato vigore alle Nazioni Unite”.