Lo afferma la nota settimanale del Sir, prendendo spunto dalla prolusione del card. Ruini alConsiglio permanente della Cei che si è aperto ieri. I cittadini, prosegue la nota, “sentono laclasse politica, coi suoi privilegi, distante, e sentono invece impellenti i tanti problemi legati alladifficile situazione economica della gran parte delle famiglie. Di qui la sensazione diffusa che il’tessuto di valori e di interessi comuni che tiene insieme il popolo italiano’ corra il rischio disfilacciarsi. Semplicemente perché nessuno se ne cura. Ognuno tende ad affermare le proprieansie, le proprie paure, le proprie, magari legittime, rivendicazioni”. Il passaggio perciò è”delicato”, afferma la nota, il pericolo è quello della “decadenza per il Paese” frutto di quella”logica, miope e perdente, proprio perché di corto respiro e puramente difensiva, del’secessionismo’ (politico od economico che sia)”. Per reagire a questa situazione, ricorda lanota, “le ‘dieci parole’ proposte nei giorni scorsi dalla stampa cattolica non hannoprobabilmente altra ambizione che di disegnare dei punti di riferimento precisi e concreti, pertutti, perché si riprenda veramente a guardare avanti, perché si vinca il virus della ‘decadenza’che si è insinuato in molte società europee, dopo il brusco risveglio che ha segnato la finedelle aspettative di crescita illimitata”.