Forte: la poesia insegna ad “ascoltare” l’altro

Il linguaggio poetico può essere “un punto di incontro tra credenti e non credenti, un luogo pereducarsi ad ascoltare l’altro e a rispettarne la trascendenza”. Lo ha detto don Bruno Forte,preside della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, illustrando al Sir le tematiche delconvegno sul tema: “Filosofia, teologia e poesia”, in svolgimento da oggi a mercoledì prossimoa Napoli, presso l’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa. Secondo don Forte, ildenominatore comune tra queste tre aree di pensiero “è la domanda dalla quale questi tre voltidella ricerca umana partono: la domanda sul dolore, sulla sofferenza, sulla morte. Da questonasce il pensiero, sia quello teologico, che ascolta, sia quello speculativo, che si interroga, siaquello poetico, che dice l’altro senza mai catturarlo”. Un altro punto di incontro tra filosofia,teologia e poesia “è la via dell’espressione: tutte e tre queste realtà tentano di dire l’altro, masanno di non poter esaurire la sua alterità, la sua trascendenza. Filosofia, teologia e poesiadiventano significative in quanto liberano l’uomo dalla prigionia della finitezza e lo spingonoverso l’alterità, la trascendenza”. In un’epoca come la nostra, dominata dalla “crisi del senso”,il compito del poeta è per Forte quello di “cantare il sacro, come diceva Heidegger, indicandoun richiamo ultimo, una patria più grande”.