Padre Nicola Giandomenico, francescano della Basilica di San Francesco d’Assisi ed espertodi problemi ambientali, commenta l’invito del Papa alla riconciliazione tra uomo e ambiente.”Le parole pronunciate all’Angelus di ieri – spiega p. Giandomenico – sono sulla linea di quellaattenzione all’ecologia già mostrata dal Santo Padre in numerosi documenti”. Le parole di ieri,secondo il frate, “sono anche molto vicine allo spirito francescano perché indicano lo strettolegame che c’è tra rispetto della natura e sobrietà di vita”.Il Papa, prosegue p. Giandomenico, “ha parlato di vera e propria ‘pratica penitenziale’ perriconciliarsi con il creato. Questa pratica penitenziale si deve tradurre in una sempre maggioresobrietà di vita che, sola, può garantire una migliore tutela dell’ambiente. Sobrietà di vitasignifica imparare a reagire alla cultura dominante dell’usa e getta. Ma significa ancheassumersi la responsabilità di tutto ciò che ci circonda”. Certo, riconosce p. Giandomenico, “lacultura cattolica è stata spesso accusata di promuovere il dominio e lo sfruttamentoindiscriminato della natura. Le parole del Papa, così come la spiritualità francescana e l’attualedottrina cristiana in materia ambientale, dimostrano il contrario”.