“Occorre dare alla pace una prospettiva sempre più ampia ed universale”

E’ una delle conclusioni cui si è giunti nell’ambito del corso su “Educazione alla pace ed allamondialità”, promosso dalla Caritas e conclusosi nei giorni scorsi a Roma. Al corso hannopartecipato circa 40 responsabili ed animatori diocesani del settore pace e mondialità,provenienti da tutta Italia. “Ci è sembrato importante – dichiarano gli organizzatori dell’incontro- nel rivolgerci a coloro che dovranno poi svolgere un’opera di formazione, riproporre ilprincipio della ‘giustizia’. E’ un valore che, apparentemente, l’Unione Europea persegue neirapporti sia tra Stati membri che con gli Stati terzi, ma in realtà ciò incontra spesso dei limiti.Infatti, i rapporti tra Stati non sono ispirati da un sano principio di cooperazione, ma,frequentemente, dall’imposizione di meccanismi e stili di uno Stato su un altro”.”Per questo – continuano gli organizzatori – è davvero necessario procedere ad un’integrazionedelle due prospettive della pace e della mondialità. Occorre insomma che emerga sempre piùun orizzonte unitario, un’attenzione crescente per quanto succede nel mondo. E’ finito il tempodei ‘localismi’; adesso occorre agire perchè la rete della giustizia espanda le sue maglie suscala universale. Non si può più dire di non sapere: le vicende, le guerre, le ingiustizie cheaccadono negli altri Paesi ci vengono riportate in tempo reale dalla stampa. E generano unacorresposabiltà per tutti noi”.