Mons. Ceriotti: “Il manifesto per il 21 aprile nasce dal convegno di Palermo”

In relazione al Manifesto delle “dieci parole chiare per il futuro dell’Italia”, diffuso ieri esottoscritto da Avvenire, Fisc, Corallo, Sir, News Press, Il Cittadino di Lodi e L’Eco diBergamo, il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, mons. Francesco Ceriotti,rispondendo oggi alle domande di alcuni giornalisti, ha affermato che “questo manifestorappresenta un contributo al discernimento nell’attuale dibattito elettorale ed è il frutto della’sinergia’ tra le testate giornalistiche di area ecclesiale, vale a dire i quotidiani e i settimanalicattolici, le agenzie radiotelevisive e di stampa ecclesiali”.”L’iniziativa – ha aggiunto mons. Ceriotti – rientra nelle linee indicate dal convegno ecclesialenazionale di Palermo, tradotte nel documento ‘Mass media cattolici: le sinergie possibili’. Taledocumento, tra l’altro, affida ai mass media cattolici il compito di intervenire nella società perorientarla alla verità, alla libertà, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace”. In merito allecontrastanti notizie apparse su alcuni quotidiani circa l’identità dei sottoscrittori del manifestomons. Ceriotti ha affermato: “c’è stata un po’ di confusione tra le “fonti” della notizia, mal’elenco dei firmatari é chiaro, non dovrebbe quindi essere difficile riconoscere la paternità deldocumento”.