E’ quanto afferma la nota settimanale del Sir, commentando le attuali vicende politiche. Eprosegue: “E’ convinzione comune che di qui all’apertura dei seggi, il 21 aprile, ne vedremoancora di tutti i colori. Molti sono ancora gli indecisi. E si può prevedere che molti di queglielettori che si recheranno nonostante tutto alle urne, vincendo la tentazione all’astensione,finiranno per esprimere una scelta più per esclusione che per adesione convinta”.”Le elezioni del 21 aprile, terze nell’arco di quattro anni, – prosegue la nota – sono un ulteriorepassaggio in un periodo storico di crisi e, ce lo auguriamo, di rilancio del Paese: un percorsoche già da ora non si annuncia breve e che passa necessariamente attraverso unastabilizzazione del sistema politico, che le vicende di queste settimane hanno dimostratoessere ancora lontano. Comunque oltre i duri conflitti che coinvolgono non solo la politica,oltre le contrapposizioni, questo cammino ha bisogno del concorso di tutti”.”E’ dunque necessario – conclude la nota – rendere visibile questo obiettivo, che ha il nomeantico del ‘bene comune’, e lavorare per dargli concretezza. Senza bisogno di ‘arruolarsi’ inalcuno schieramento i cattolici, in forme nuove, possono dire delle parole chiare, precise eserene, possono dare voce ai bisogni veri del paese, e così offrire quel contributo attivo ecreativo, che tanti aspettano”.