“Anche nelle scuole sono applicabili, con i dovuti adattamenti, i criteri metodologici della’qualità totale’, e notevoli sarebbero i riscontri positivi in termini di responsabilizzazione e dipartecipazione di ciascuno”: è il parere della prof. Cesarina Checcacci, presidente nazionaledell’Uciim (Unione cattolica insegnanti medi) all’indomani della partecipazione al convegno su”La qualità nella scuola”, promosso insieme all’università Luiss di Roma e alla FondazioneRanelletti del Rotary International. Secondo l’Uciim, il fatto che in numerosi istituti sia statoadottato il “piano educativo di istituto” (Pei), è un segno della volontà della scuola di elevare leproprie prestazioni. “Ma – aggiunge Checcacci – siamo anche convinti che l’autonomia debbaessere al più presto riconosciuta come condizione indispensabile per restituire la scuola aisuoi naturali committenti. Inoltre si dovrà approvare l’elevazione dell’obbligo scolastico, lariforma della secondaria superiore, l’attivazione di corsi post-secondari di specializzazioneprofessionale, come pure scuole universitarie di specializzazione per l’accessoall’insegnamento nelle ‘secondarie’. Queste sono alcune condizioni di base per superare igravi ritardi che mettono la scuola italiana all’ultimo posto in Europa”. Il ministro della Pubblicaistruzione, Lombardi, intervenuto all’incontro, ha riconosciuto che il Parlamento non è riuscito aportare a definizione legislativa le più importanti proposte avanzate per rinnovare gliordinamenti scolastici. La palla passa ora alle Camere che usciranno dalle urne del 21 aprile.