Lo ha detto il demografo Raimondo Cagiano De Azevedo, dell’Università “La Sapienza” diRoma, intervenendo nel corso dell’incontro “L’emergenza demografica: per un’etica dellaresponsabilità”, secondo appuntamento del seminario su “Vita umana e culturacontemporanea”, promosso da un gruppo di associazioni cattoliche romane tra cui Aci, Acli,Cif, Fuci e Meic. “L’analisi statistica e demografica evidenzia che non è corretto parlare di’emergenza demografica’ ma, semmai, di ‘problema’ demografico”. “Gli allarmismi dovuti allacrescita della popolazione nei Paesi in via di sviluppo e alla bassa natalità in quelli più ricchi -ha aggiunto il demografo – rispondono semplicemente ad un normale percorso di sviluppodelle popolazioni, che normalmente viene denominato ‘transizione demografica’”. “A partiredalla fine dell’800, infatti, ogni Paese ha vissuto un proprio ‘boom’ demografico, compresal’Italia, per poi raggiungere un equilibrio tra natalità e mortalità. E’ evidente quindi che l’altanatalità dei Paesi più poveri è spiegabile con questa transizione, che non va dunquecompressa ma aiutata con delle vere politiche di sostegno allo sviluppo. Bisogna ricordare – haconcluso Cagiano – che al primo posto delle richieste delle popolazioni più povere risultano gliaiuti sanitari, la scolarizzazione e solo al terzo posto gli aiuti alimentari”.