Il demografo Massimo Livi Bacci, dell’Università di Firenze, interviene sul prossimo numerodella rivista “Aggiornamenti sociali”, sulle dimensioni della povertà in Italia, riportando i dati diun’indagine svolta dall’Istat e dalla Commissione sulle povertà nel 1994 e non ancorapubblicata. Da essa risulta che “due milioni di famiglie e sei milione mezzo di persone sono instato di povertà”. Per far fronte a questa crescente emergenza, scrive Bacci, la stessaCommissione delle povertà “propone di agire su due piani. Il primo riguarda l’assegno per ifigli, giustificato dalla valenza sociale della riproduzione, il cui costo può, in parte, essereripartito sulla collettività”. Inoltre, osserva la Commissione, “nascere e crescere in una famiglianumerosa accentua il pericolo che un individuo entri in un circolo vizioso di povertà che segni ilsuo destino da adulto”. Secondo Bacci, “l’attuale sistema di assegni familiari è inadeguato.Con l’assegno per i figli, invece, i beneficiari sarebbero tutti i minori carico, indipendentementedal reddito dei genitori”.L’altra misura è invece definita ‘minimo vitale’ e si configura, secondo Bacci, “come unagaranzia di reddito minimo per coloro le cui entrate sono al di sotto di una certa soglia. Sitratterebbe di introdurre un ‘assegno di minimo vitale’, erogato dallo Stato, ma anche diavviare una serie di ‘misure e progetti di integrazione’ adeguati ai bisogni dei soggetti.”