“La notizia dell’apertura degli uffici postali in alcune grandi città italiane anche nei giorni difesta – si legge in una nota dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, diffusa oggi – hafatto scalpore, suscitando numerose reazioni contrastanti e valutazioni discordi. Di fronte allalenta ‘erosione’ della domenica da parte delle attività lavorative sorgono numerosi interrogatividi fondo, soprattutto a riguardo dei criteri che ispirano tali decisioni. Un conto quando si trattadei servizi indispensabili alla collettività e che richiedono prestazioni lavorative anche nei giornidi festa; un conto sono gli accordi lavorativi per il giorno di sabato, in vista di un sostegno allaproduzione e all’occupazione; altra cosa, invece, è l’apertura indiscriminata di tutte le attivitàlavorative (commerciali o di servizio) anche nel giorno di domenica”.”Il lavoro e il riposo – prosegue la nota – non sono semplici ritmi di un processo di produzione,ma rimandano ad una qualità della vita che ha il suo fondamento al di là del lavoro stesso, purcomprendendolo e valorizzandolo come una dimensione centrale dell’esistenza umana. Nellacoscienza dei cristiani e della Chiesa, il lavoro è per l’uomo e nessun altro criterio divalutazione può giustificare forme di produzione o ritmi di lavoro che siano contrari alla suadignità. E la dignità dell’uomo riguarda anche la sua dimensione sociale e di comunità”.