Commentando il gesto disperato del padre disoccupato che ha ucciso ieri le sue tre figlie, ilpresidente dell’Associazione Giovanni XXIII don Oreste Benzi, ha proposto una mappa dellefamiglie a rischio per suscitare o rendere più efficace quella solidarietà sociale che sembraessere mancata nella tragedia di Civitavecchia. “Riguardo le famiglie in difficoltà, la Chiesa ha grandi responsabilità e possibilità nel campodella prevenzione – ha detto don Benzi -. in concreto occorre non limitarsi al concetto che unacoppia è brava quando cura la propria crescita e quella dei propri figli. Bisogna dire che unacoppia è brava quando inserisce nella propria vita altre famiglie soprattutto se in difficoltà”.”Occorre essere più presenti nelle situazioni di disagio familiare e per questo – ha proseguitodon Benzi – é necessario chiedere a movimenti, gruppi e associazioni che operano in questoambito, quante e quali sono le famiglie a rischio da loro seguite. Inoltre all’interno di ogniparrocchia, si dovrebbe proporre ad ogni famiglia ‘normale’ di sostenere due famiglie indifficoltà. E ciò sarà possibile se verrà incoraggiatta un’esperienza parrocchiale di famiglieaperte”.